Laboratorio di teatro

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Paul Morstad, "Odor of the Chrysanthesmus" (2012) Paul Morstad, "Odor of the Chrysanthesmus" (2012)

 Lea Ticozzi torna a seguire il Gruppo di Teatro, dopo che per due anni scolastici la Compagnia Grande Giro ha assunto con cura e dedizione questo incarico.

Secondo la visione di Grande Giro, abbracciata da Lea Ticozzi,  insegnare teatro vuol dire far vivere delle esperienze, creare ascolto e generare coscienza. Il valore personale di una esperienza è il dato empirico da riportarsi in scena ed è l'obbiettivo del corso. Il laboratorio di teatro è una officina, un atelier, un luogo di lavoro dove si crea, dove la materia prima è la persona.

Scopo ultimo del laboratorio è rappresentare uno spettacolo a conclusione dell’anno scolastico. Lo spettacolo sarà presentato al LAC di Lugano.

Nell’anno 1738 Maria Amalia Cristina sposò Carlo di Borbone, re delle Due Sicilie. Seguendo la sua passione per l’arte, nelle sale dei suoi palazzi “scoprì statue e sculture venute alla luce prima dell’ultima eruzione del Vesuvio […]. Non vi era di meglio da fare che riprendere le ricerche […]. Il re si consigliò con il cavalier Rocco Gioacchino de Alcubierre, comandante in capo delle truppe del genio, e questi procurò operai, utensili e polvere la sparo. […] Dalla bocca di un pozzo […] furono praticati passaggi e scavati cunicoli per le mine e giunse finalmente il momento in cui la punta del piccone incontrò il metallo che suonava sotto i colpi come una campana. Vennero alla luce per primi tre frammenti di cavalli di bronzo più grandi del naturale.
Soltanto allora […] si chiamò un competente, il marchese don Marcello Venuti, umanista e direttore della Biblioteca Reale, perché sorvegliasse gli scavi successivi. Furono trovate tra statue di Romani vestiti di toga, alcune colonne dipinte e un torso di cavallo in bronzo. I sovrani vennero a visitare gli scavi. Il marchese si fece calare nel vano con l’aiuto di una corda e scoprì una scala. La forma di questa suggerì un’ipotesi che venne confermata l’11 dicembre 1738 da un’iscrizione […] dalla quale si apprese che un tale Rufo aveva costruito a proprie spese il teatro Ercolanense.
 Così fu scoperta una città sepolta, poiché dove c’era un teatro doveva trovarsi una città. Senza avvedersene […] era capitato nel mezzo del palcoscenico pieno di statue! Solo qui potevano letteralmente trovarsi adagiate l’una sull’altra tante opere di scultura; l’impeto violento del torrente di lava aveva fatto precipitare la parete posteriore del teatro, cioè la scena, riccamente adorna di statue, sul palcoscenico, dove da millesettecento anni riposavano quelle membra di pietra.”

C. W. Ceram, Civiltà sepolte. Il romanzo dell’archeologia, Einaudi, Torino, 1995 (1952) pp. 9-10

FOTOGRAFIE

Le fotografie presenti di seguito sono del Corso per adulti diretto dalla fotografa Michou Manzolini-Bühring, che a partire dalla preparazione dello spettacolo "La Calunnia" (a.s. 2010-2011) collabora per documentare il lavoro degli allievi durante le prove.

Il laboratorio di teatro dispone di un proprio blog a questo indirizzo: http://teatroliceolugano1.blogspot.ch

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