Giornata della memoria 2017: «La Svizzera e la politica d’asilo durante la seconda guerra mondiale»

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Il prossimo 27 gennaio ricorre il settantaduesimo anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz. Nell'ambito della Giornata ufficiale della memoria il Liceo cantonale di Lugano 1 ha voluto offrire alcune occasioni di riflessione sui temi della Shoah e della politica d'asilo praticata dalla Confederazione svizzera durante la Seconda guerra mondiale.

Allineandosi a quanto avviene nel resto della Svizzera e nel resto del mondo, il 27 gennaio 2015 anche in Ticino si commemorerà ufficialmente "La giornata della memoria", per ricordare tutti i crimini contro l'umanità e ogni forma di discriminazione.

Quest’anno il Liceo Cantonale di Lugano 1, in collaborazione con l’Associazione Ticinese degli Insegnanti di Storia (www.atistoria.ch), ha voluto contribuire a questa ricorrenza offrendo mercoledì 25 gennaio 2017 all'Auditorium dell'Università della Svizzera italiana un’attività sul tema «La Svizzera e la politica d’asilo durante la seconda guerra mondiale».

Il programma delle attività per la Giornata della memoria 2017 è così strutturato:

Prima parte (14.00-15.00): La Svizzera nel contesto europeo degli anni trenta e della seconda guerra mondiale

I docenti Maurizio Binaghi e Massimo Chiaruttini introdurranno il tema dell’influenza delle idee fasciste e naziste in Svizzera e la questione dei profughi nel nostro paese. Al termine dei due interventi seguirà la proiezione di tre brevi documentari: due filmati introduttivi tratti dalle interviste de L’Histoire c’est moi e il servizio proposto dal “Quotidiano” nel 2002 in occasione della presentazione del rapporto finale della Commissione Bergier presso l’Aula Magna dell’Università della Svizzera italiana.  

Seconda parte (15.00-16.00): Le nuove indagini storiche promosse dalla Commissione Indipendente d’Esperti Svizzera - seconda guerra mondiale (CIE) presieduta dallo storico J.-F. Bergier

L’onorevole Dick Marty ricostruirà il contesto politico internazionale e nazionale da cui ha preso le mosse la formazione della CIE e focalizzerà l’attenzione sulle ripercussioni del Rapporto Bergier.

Lo storico Marco Marcacci focalizzerà l’attenzione soprattutto sui risultati delle ricerche compiute dagli storici in merito al ruolo della Svizzera negli anni della seconda guerra mondiale rispetto alla questione dei profughi e rispetto alle relazioni economiche intrattenute con i paesi dell’Asse.

Terza parte (16.00-17.00):  Discussione e Domande

I relatori:

Dick Marty - è uno dei rari politici svizzeri di statura europea. Ha studiato giurisprudenza a Neuchâtel e a Friburgo in Brisgovia, dove è stato responsabile della sezione di diritto svizzero presso il Max Plank Intitut für internationales und ausländisches Strafrecht und Kriminologie. Dal 1975 è stato procuratore pubblico in Ticino, distinguendosi nella lotta alla criminalità organizzata. Nel 1989 è stato eletto, per il Partito Liberale Radicale, in Consiglio di Stato e dal 1995 al 2011 ha rappresentato il Ticino al Consiglio degli Stati (era quindi attivo a Berna sia quando l’Assemblea federale ha deciso di nominare una Commissione che indagasse sulla realtà storica e giuridica della Svizzera durante la seconda guerra mondiale, sia quando la Commissione ha presentato il suo rapporto finale). Dal 1998 al 2011 è stato membro dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. In quella veste ha svolto importanti incarichi, tra cui l’indagine sui centri di detenzione segreti della CIA in Europa (2005) e quella sul traffico di organi espiantati in Kosovo a prigionieri serbi (2010). Ha partecipato a numerose missioni internazionali legate al rispetto dei diritti umani, per esempio in Ruanda (1998), a Cipro (2000), in Cecenia, Inguscezia e Daghestan (2010), in Congo (2010), in Tunisia (2012). È attivo nell’Organizzazione internazionale contro la tortura, di cui è vicepresidente dal 2011. Per il suo impegno politico, caratterizzato da una notevole indipendenza di giudizio, ha  ricevuto molti riconoscimenti; tra questi lo Swiss Award (2006) e il Premio per i diritti umani della ONG International Service for Human Rights (2007).

Marco Marcacci - storico e ricercatore, si è laureato all’università di Ginevra dove ha lavorato come ricercatore, pubblicando un’Histoire de l’Université de Genève (1987). È stato redattore di lingua italiana del Dizionario storico della Svizzera ed è attivo come storico indipendente. Si occupa di storia nazionale e regionale dell’Ottocento e del Novecento. I suoi numerosi contributi concernono la politica, l’educazione, lo sport, la vita culturale, il mondo alpino. Ha curato la collana divulgativa Memoria del XX secolo. La Svizzera dal 1900 al 1999 (1995-2001). È stato co-curatore della nuova edizione dell’Epistolario di Stefano Franscini (2007) e coautore dei volumi Per tutti e per ciascuno: la scuola pubblica nel Cantone Ticino dall’Ottocento ai giorni nostri (2015) e Frontiere e coesione. Perché e come sta insieme la Svizzera (2016). È membro della Fondazione Pellegrini Canevascini per la storia sociale nella Svizzera italiana e della redazione della rivista Archivio Storico Ticinese
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