Lingue e Letterature

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Il Piano Quadro degli Studi per le scuole svizzere di maturità (Berna 1994) distingue il settore delle ‘lingue' da quello delle ‘scienze umane', presupponendo che gli insegnamenti linguistici siano orientati a far maturare negli studenti le quattro competenze dell'ascoltare, del parlare, del leggere e dello scrivere. In tale prospettiva la lettura dei testi letterari trova posto quale esercizio utile al discente per misurare, affinare e accrescere le proprie capacità di comunicare.

Al vasto patrimonio della tradizione letteraria, tuttavia, occorre riconoscere un valore intrinseco, non solo strumentale; basti pensare alle riflessioni dell'uomo sulla propria natura, sulla vita, sulla morte, sul divino, sui propri sogni, paure, aspirazioni, passioni, sull'amore, sul valore della ragione, sui fondamenti del vivere civile, sulla natura dell'universo. In un liceo la conoscenza della lingua va riguardata non come fine preminente, in vista di un uso pratico e veicolare, bensì come condizione necessaria perché ciascun discente possa accostarsi alla letteratura in modo personale, consapevole e aperto allo studio disinteressato. Per tutte queste ragioni abbiamo ritenuto indispensabile, in questo Istituto, correggere la denominazione indicata dal PQS da ‘Lingue', a ‘Lingue e letterature'.

I programmi disciplinari indicati nelle pagine seguenti sono diversi l'uno dall'altro, ed è naturale che così sia, perché diverso è il loro scopo specifico, diverso il livello di competenza linguistica raggiungibile dagli studenti, diverso lo spazio riservato a ciascuna disciplina nell'ordinamento scolastico ticinese. Così nell'insegnamento dell'italiano la storia della letteratura, insegnata attraverso i testi e con ordinamento cronologico dal Duecento a oggi, ha funzione portante; in quello del latino e del greco, orientato non all'apprendimento vivo della lingua, ma alla pratica filologica della traduzione dalla lingua antica all'italiano, il programma di letture d'autori e di storia letteraria, per ragioni di attenzione alla praticabilità didattica, è ancora più puntualmente prescrittivo; in quello del tedesco, dell'inglese e dello spagnolo, materie condizionate dalla necessità di fare apprendere la lingua viva, ai docenti è lasciata ampia libertà di scegliere autori e testi secondo l'attitudine degli studenti; in quello del francese si può osservare un atteggiamento intermedio.

Le collaborazioni interdisciplinari sono condizionate da queste affinità e differenze d'impostazione. Peraltro i programmi delle singole materie prendono in considerazione anche ampie possibilità di coordinamento con le altre discipline delle scienze umane, che del resto in ambito accademico danno vita, insieme alle lettere, a un'unica classe di studi, quella delle scienze morali.

LINGUE E LETTERATURA

 

 


 
 
   
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