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Di cosa parliamo quando parliamo di materia oscura

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gli allievi OS FAM delle classi 3HJLMNP/4GHJLM parteciperanno al prossimo incontro organizzato nell’ambito del progetto d’istituto “Tutta la vita è risolvere problemi” con il prof. Marco Cirelli VENERDÌ 28 OTTOBRE 2016 dalle 10.05 alle 11.40 in Aula magna.

Care studentesse, cari studenti, Care colleghe, cari colleghi,
vi comunichiamo che gli allievi OS FAM delle classi elencate parteciperanno al prossimo incontro organizzato nell’ambito del progetto d’istituto “Tutta la vita è risolvere problemi” con 

il prof. Marco Cirelli

che interverrà sul tema

Di cosa parliamo quando parliamo di materia oscura

VENERDÌ 28 OTTOBRE 2016

dalle 10.05 alle 11.40

in Aula magna.

L’ospite

Marco Cirelli è ricercatore del CNRS francese dal 2007 e attualmente afferisce al gruppo di Fisica delle Particelle e Cosmologia del laboratorio di Fisica Teorica e Alte Energie (LPTHE) dell'Université Pierre et Marie Curie, Paris VI. È stato per tre anni fellow al CERN a Ginevra, nella divisione di Fisica Teorica, ed ha svolto ricerche di post-dottorato in fisica delle particelle ed astroparticelle al CEA/Saclay e in fisica teorica delle particelle alla Yale University, a New Haven (USA). Si è formato alla Scuola Normale Superiore di Pisa e all'Università di Milano, città nella quale è nato nel 1975. I suoi interessi di ricerca includono la fisica oltre il modello standard, la cosmologia, la materia oscura, i neutrini e la fisica delle astroparticelle. È autore di oltre quaranta pubblicazioni scientifiche, delle quali alcune citate oltre cinquecento volte. È vincitore del premio Thibaud 2014 conferito dall'Accademia di Lyon per le sue ricerche sulla materia oscura e i suoi metodi di rivelazione indiretta. È vincitore dell'ERC starting grant, un prestigioso schema di finanziamento conferito dalla Comunità Europea a ricercatori promettenti, per il progetto di ricerca "NewDark - New Directions in Dark Matter Phenomenology at the TeV Scale" (“Nuove direzioni nello studio della fenomenologia della materia oscura alla scala del Tera-electronVolt”) nel  periodo 2012-2017.

L'incontro

Nell'ammasso della costellazione Coma Berenices, un ammasso di galassie che si trova a circa 350 milioni di anni luce da noi, si trova Dragonfly 44, una galassia poco luminosa (cento volte meno stelle della Via Lattea) ma che ha dimensioni e massa gravitazionale paragonabili alla Via Lattea. Secondo una recentissima pubblicazione sulla rivista “Astrophysical Journal Letters”, Dragonfly 44 sarebbe quasi interamente costituita da materia oscura. Che carattaristiche possiede questa materia? Il termine “materia oscura” è stato coniato nel 1933 da Fritz Zwicky, un astronomo di origine svizzera poi naturalizzato americano, che, proprio osservando l'ammasso della Coma, aveva ipotizzato la presenza di una materia invisibile, trasparente alla luce, che giustificasse il rapporto anomalo massa/luminosità, da lui stimato, dell'ammasso. La proprietà più eclatante della materia oscura è di non interagire con la luce: non la assorbe né la emette. Tuttavia, come la materia ordinaria composta da protoni e neutroni, si diluisce via via che l'Universo si espande ed esercita un'attrazione gravitazionale. Quanta materia oscura dovrebbe esserci secondo le previsioni del modello cosmologico del Big-Bang? Molta! La materia ordinaria costituirebbe solo una piccola percentuale (il 5%) del contenuto totale di energia-materia dell'Universo. Il resto sarebbe materia oscura ed energia oscura, in percentuali rispettivamente attorno al 23% e al 72%. Nell'incontro, il prof. Marco Cirelli discuterà le evidenze scientifiche indirette che, nell'ambito della relatività generale e del modello cosmologico più accreditato (ËCDM), provano l'esistenza della materia oscura; le caratteristiche di eventuali particelle elementari di materia oscura; quali siano le attese di rivelazione diretta e le implicazioni cosmologiche e, last but not least, ci darà un'idea delle molte domande ancora aperte.

Il progetto d'istituto

Il progetto “Tutta la vita è risolvere problemi”, il cui titolo si ispira ad una celebre frase del filosofo Karl Popper, si propone di promuovere il dibattito interdisciplinare, avvicinando tematiche umanistiche a problemi di interesse scientifico. Il progetto parte con un incontro sulla natura dell'Universo, argomento che fin dall'antichità ha stimolato teorie filosofiche e indagini scientifiche anche esotiche e complesse, spesso intrecciate, con sorti alterne, con le visioni politiche e religiose dominanti.

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